Come si scrive un piano editoriale Facebook

Quando si parte con la realizzazione di un piano editoriale Facebook è fondamentale sapere tre cose:

– chi siamo (obiettivi)
– a chi ci rivolgiamo (target)
– perché? (contenuti)

CHI SIAMO | obiettivi

Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere attraverso il tuo piano editoriale Facebook e i post che pubblicherai? Vuoi far conoscere il tuo brand? Vuoi creare un esercito numeroso e fedele? Portare traffico al sito? Acquisire contatti? Sapere quali sono i tuoi obiettivi ti aiuterà a scegliere gli argomenti da affrontare nella pagina. Se uno degli obiettivi principali è il traffico o la conversione, dovrai condividere link che portano le persone al sito. Se vuoi far conoscere il tuo brand dovrai parlare di temi dal potenziale virale e usare i formati che più si prestano alla condivisione, come i video e le immagini.

A CHI CI RIVOLGIAMO | target

Una volta definiti gli obiettivi e quindi i temi da affrontare nei tuoi post, il secondo punto fondamentale è riconoscere il target del pubblico con il quale interagirai, come si comporta su Facebook: quali pagine segue, come si esprime, che tipologia di contenuti preferisce (post, video, immagini, link, GIF, ecc), quando è online. Questo ti permetterà di capire come comunicare con loro. Devi sapere quali persone vuoi intercettare e studiarle per capire quali bisogni e desideri soddisfa il tuo prodotto o servizio e spingerlo così verso i tuoi obiettivi di business.

PERCHE’ | contenuti

Per emergere in un oceano di informazioni a cui veniamo sottoposti ogni giorno è necessario essere originali. L’obiettivo è quello di pubblicare contenuti sul tuo prodotto senza essere noioso o banale. L’ideale è usare un mix tra contenuti aziendali, e quindi foto del prodotto e dell’azienda, contenuti selezionati, scelti tra quelli che vengono condivisi dai tuoi lettori anche se non ti riguardano direttamente.
Un esempio? Se realizzi divani i tuoi argomenti potrebbero riguardare tutto ciò che concerne il relax, dalla lettura alla televisione, ma anche argomenti legati in generale al mondo della casa, come ad esempio ricette o suggerimenti per una casa in ordine o di design.

I contenuti possono essere così categorizzati:

contenuti Product-Centric i protagonisti sono i prodotti/servizi commercializzati dall’azienda dove si utilizzano immagini che immortalano il prodotto, con un testo accattivante. In questo caso l’obiettivo è quello di vendere o acquisire potenziali clienti.

contenuti User-Centric incentrati sui bisogni dell’utente. Rubriche settimanali, articoli informativi, infografiche o consigli utili sono classici esempi di contenuti incentrati sull’utente. In questo caso l’obiettivo è accrescere la Brand Reputation, generando fiducia ed affidabilità verso l’azienda.

contenuti Business-Centric che comunicano al mondo i valori dell’azienda. Post che comunicano la mission aziendale, la passione e la dedizione per il lavoro, l’affiatamento e lo spirito di squadra del personale dipendente.
L’ideale è combinare le varie tipologie di contenuti in maniera equilibrata.

CALENDARIO EDITORIALE SOCIAL

Creare un calendario editoriale social ti permette di definire:

– Tipologie di post pubblicare
– In che giorni pubblicare
– A che ora pubblicare
– Con quanta frequenza pubblicare

Per gli orari ed i giorni di pubblicazione, tieni conto degli Insight di Facebook, dove potrai capire i giorni e le fasce orarie in cui gli utenti sono maggiormente connessi, pubblicando i tuoi post proprio nei picchi di connessione per aumentare la copertura organica.
Creato il Calendario Editoriale per Facebook, non ti resta che programmare i Post. Facebook ti viene incontro dandoti la possibilità di programmare i post per periodi futuri attraverso la sezione “Strumenti di pubblicazione”, nella sottosezione “Post programmati”.
Se, però, gestisci tante pagine Facebook puoi farti supportare da alcuni Tool di Social Media Management. Tra questi ti consiglio Hootsuite o PostPickr.

Facebook Advertising

Se vuoi veramente usare Facebook come un mezzo per fare business non puoi non destinare un budget fisso per le campagne di Facebook Ads. Utilizzando correttamente questo strumento potrai:

– Aumentare i contatti.
– Aumentare le conversioni o le visite al sito web.
– Migliorare l’interazione con il tuo target.
– Potenziare la Brand Awareness (notorietà del marchio)

Facebook Ads e la Targetizzazione

È possibile definire minuziosamente il target al quale ti vuoi rivolgere, indicando interessi specifici oppure creando un Pubblico Personalizzato partendo da un database di e-mail che si ha a disposizione. In questo modo si specifica in maniera chirurgica il target di riferimento.

Prima il piano editoriale Facebook poi il Monitoraggio

E’ importante monitorare costantemente i risultati che si stanno ottenendo attraverso i report che ti permettono di tener traccia delle performance che stai ottenendo. Ad esempio, attraverso l’analisi degli Insight, potrai capire quali sono i contenuti che generano maggiore interazione. Molto spesso le persone non si rendono conto di quanto sia importante e difficile lavorare con i social finché non si ritrovano a doverlo fare per la propria azienda. Molti sono gli esempi di aziende che hanno rovinato la loro brand reputation a causa di post scritti nel modo errato, ecco alcuni casi famosi che hanno scatenato l’ira degli utenti dei social:

Il caso Melegatti

Il post mostra un letto con due mani, una femminile e una maschile, che escono da sotto il piumone con un paio di brioches. L’immagine è accompagnata dal seguente slogan: “Ama il prossimo tuo come te stesso…basta che sia figo e dell’altro sesso”.

piano editoriale facebook

Qualcuno ci vede un ‘velato’ accenno omofobo? Potrai immaginare cosa si è scatenato dopo questo post! Non contenti della figura poco edificante di questa campagna, la Melegatti, invece di chiedere scusa, rincara la dose facendo l’errore di rispondere alle accuse con questo messaggio:

“ .. la gestione della comunicazione sui social è stata affidata ad un’agenzia esterna, che ha pubblicato senza l’autorizzazione dell’azienda ..”

Avrebbero fatto più bella figura a dire che il loro social media manager quel giorno era completamente ubriaco.

Il caso Stefano Gabbana

E’ di pochi giorni fa la notizia della bufera che si è scatenata su Stefano Gabbana. Il tutto inizia con la pubblicazione di un video che avrebbe dovuto promuovere un Fashion Show in Cina ma che è stato giudicato razzista, sessista e ingiurioso dal popolo cinese. Protagonista una bellissima modella cinese che prova a mangiare con le bacchette dei piatti tipicamente italiani e che viene presa in giro da una voce fuori campo. E’ facile comprendere perchè i cinesi non l’abbiano presa molto bene. Dopo il furore scatenato dalla pubblicazione dei post a rispondere ai primi commenti da parte degli utenti è proprio Stefano Gabbana, che d’impulso ha risposto a vari utenti aggravando la situazione e causando un’indignazione ancora maggiore tra gli utenti cinesi.

 

piano editoriale facebook

 

Le conseguenze sono state catastrofiche per il brand: la chiusura degli store e-commerce in Cina (un mercato che per il brand vale svariati milioni di Euro), la nascita dell’hashtag #boicottaDolce&Gabbana e il boicottato da parte di numerosi VIP al Fashion Show, che si sono dichiarati profondamente offesi e intenzionati a non partecipare alla sfilata che è stata poi cancellata dal Governo Cinese. Il brand ha prima giocato la carta dell’hacker che ha risposto fingendosi Stefano Gabbana ma quando il problema ha sfiorato la catastrofe Dolce & Gabbana si sono attivati con un video di scuse sul canale ufficiale Weibo del brand, rivolgendosi direttamente agli utenti. Un video che comunque non ha convinto la maggior parte degli utenti cinesi che hanno accusato i due stilisti di non aver fatto delle scuse sincere.

Numerosi sono anche gli esempi di post che sono diventati virali e che hanno dato in poco tempo una visibilità enorme al brand, emozionando o facendo ridere. Ovviamente le polemiche sono sempre presenti, ma questi possono essere considerati esempi vincenti:

Buondì e lo spot dell’asteroide

Il video mostra una bambina che con la stessa capacità dialettiche di Giampiero Mughini, si rivolge alla madre per chiederle una «colazione leggera ma decisamente invitante che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e golosità». Pronta la risposta della madre: «non esiste una colazione così, cara. Possa un asteroide colpirmi se esiste». E, immediatamente, ecco un asteroide che colpisce in pieno la madre.

Le reazioni al video sono state molteplici, c’è chi ha urlato allo scandalo perchè i loro piccoli erano ormai irrimediabilmente traumatizzati e spaventati dal fatto che le loro mamme potessero essere improvvisamente colpite da asteroidi vaganti e chi ha colto l’ironia del video. A mio parere sono state ancora più geniali le risposte dei social media manager ai commentatori più polemici.

Visto l’enorme successo del primo video la saga è continuata e si è conclusa con l’atterraggio dell’asteroide anche sul padre nel secondo spot e sul postino nel terzo post che però viene schiacciato da un Buondì gigante.

Taffo

Se tra i compiti di un bravo social media manager c’è quello di creare contenuti interessanti, pensa quanto deve essere dura la vita del social media manager di un’azienda di onoranze funebri! Eppure c’è chi è riuscito nell’intento di creare post ironici che riescono sempre a cavalcare l’onda delle notizie di attualità, sfruttandole a proprio vantaggio: l’azienda è la Taffo e, personalmente, vorrei stringere la mano alla persona che ha il compito di creare i post!

piano editoriale facebook

In conclusione, se segui correttamente tutti questi passaggi darai alla tua pagina Facebook un’ottima visibilità. Ricorda di interagire con i tuoi “follower” rispettando le loro aspettative e, se ti dovessero arrivare commenti negativi, non fare l’errore di cancellare il messaggio o di rispondere in modo scontroso, spesso una risposta ben studiata ripaga più di mille polemiche!

Nel prossimo articolo vedremo come scrivere un piano editoriale per Instagram.

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